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Le tariffe orarie stanno finendo?

Per chi si occupa di acquisto di servizi legali può essere interessante leggere due indagini che riguardano la Gran Bretagna e gli Stati Uniti.

La prima, “The Price of Law”, è stata commissionata dal Centre for Policy Studies in Gran Bretagna http://www.cps.org.uk/publications/reports/the-price-of-law/  ed è stata portata avanti da Jim Diamond (omonimo del cantante di “I should have known better”). L’indagine, dopo aver mostrato la media delle tariffe orarie di Studi Legali di diverso tipo, auspica che si passi al più presto ad un sistema più trasparente e più efficiente di quotare un servizio legale.

La seconda, The Chief Legal Officer Survey (US) http://www.altmanweil.com/CLO2016/  invece è stata condotta negli Stati Uniti da Altman Weil su 336 Chief Legal Officer e mostra un trend interessante per cui gli uffici legali interni tenderanno a portare in-house molti servizi, oggi offerti dagli studi legali, o a darli in outsourcing a fornitori che non sono studi legali. Questo incrementerà il numero di professionisti impegnati in house e metterà maggiore pressione sugli studi legali soprattutto sui costi.

Forse il 2017 non sarà l’anno in cui le tariffe fisse spariranno, ma di sicuro questo è il trend del mercato che è iniziato già da diverso tempo. Gli studi legali dovranno attrezzarsi a fare fronte alle esigenze dei clienti e già alcuni,  quali ad esempio Kirkland & Ellis, (studio americano presente in Chambers http://www.chambersandpartners.com/Europe/firm/3636/kirkland-ellis )

fanno della loro capacità di offrire alternative fee arrangemennts un punto di forza https://www.kirkland.com/sitecontent.cfm?contentID=341 ). Anche gli studi presenti in Italia dovranno presto trovare delle strutture più efficienti per poter offrire ai clienti il miglior servizio possibile a costi certi. 




 

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