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Self-Management e leadership aziendale - Intervista a Martine Roset

Al tempo della Grecia antica, sul frontone del tempio del dio Apollo, era scolpito un monito: “conosci te stesso”. Un invito ad essere consapevole dei propri limiti dovuti all'inferiorità della natura umana rispetto al divino. Quel motto influenzò gran parte della filosofia occidentale e, a distanza di millenni, è sempre valido e attuale. Sapere chi siamo e chi non siamo ci permette di crescere e di scegliere in base alle nostre inclinazioni, anche in ambito professionale. Tuttavia, non sempre si è realmente consapevoli di se stessi e del proprio potenziale. Ne parliamo con la Dottoressa Martine Roset, Senior Management Consultant & Executive Master Coach, fondatrice di The Origami Consulting e facilitatrice nel programma di Self-Management e Leadership presso l’Executive MBA dell’Università di Ginevra, sezione HEC (economia e commercio).

 


Dottoressa Roset come è nata la sua passione per questa professione?
Ho un congenito, forte e intuitivo interesse per l’essere umano.
Fin da giovane ho sempre motivato le persone, in un modo, per me, molto naturale. Le aiutavo a scoprire chi erano realmente, fornendo loro tutte le risorse necessarie affinché potessero arrivare a ricoprire la posizione di lavoro “giusta” e, possibilmente, nell’environment “giusto”, sia in termini di valori che di competenza.
Questa è, oggi, la mia principale missione professionale e posso affermare che la parola “sviluppo” sia stata, da sempre, il “filo rosso” della mia carriera.

 

 

Che cosa intende per “filo rosso” ?
Nasco, infatti, come professionista nell’ambito del marketing. Per anni mi sono occupata di creazione e sviluppo di prodotti per grosse aziende nel settore del lusso, ritrovandomi a gestire anche team interni ed esterni con varie tipologie di profili.
Successivamente ho deciso di mettere la mia capacità di “valutare” e “sviluppare” le persone a disposizione di un pubblico più ampio, intraprendendo una nuova carriera nel campo del management consulting e valutazione di carriera. Prima presso note aziende del settore, quali Lee Hecht Harrison e DBM, e poi fondando, nel 2010, a Ginevra, The Origami Consulting.

Quale tipo di assistenza fornisce ai professionisti e agli studenti che le si rivolgono? La mia assistenza mira a sviluppare un percorso di carriera personalizzato, attraverso la valutazione della personalità e del potenziale di ogni singola persona. Collaboro con top e middle management, liberi professionisti oltre che con studenti di note università impegnati nei percorsi di laurea e master. Inoltre insegno presso l'Executive MBA dell’Università di Ginevra.

E quali benefici ne traggono?
Tra i benefici immediati vi sono, senza dubbio, una maggiore conoscenza di sé, il self management, applicato alla persona e alla carriera, tramite un piano personalizzato per il raggiungimento dei propri obiettivi.
Appuro sempre che vi sia coerenza tra attitudine e posizione lavorativa ricoperta o ricercata. Fornisco, inoltre, assistenza nelle fasi più delicate della preparazione e della negoziazione di un contratto di assunzione.

Dai manager e dai dirigenti dipende lo stato emotivo dei lavoratori. Come si può essere dei capi positivi?
Premetto che non esiste il capo ideale. Detto ciò, un capo deve essere consapevole dei propri punti forza e dei propri limiti, non solo suoi, ma anche del suo team. Deve, inoltre, cercare di conoscere bene la propria squadra per motivare e mettere ciascuno dei suoi componenti nella condizione di lavorare al meglio per centrare gli obbiettivi dell'azienda. Quest’ ultima caratteristica fa la differenza tra un capo manager e un vero capo leader.
Saper dare regolarmente un feedback costante, costruttivo e positivo al proprio team è, per esempio, un buon inizio per agevolare le persone a “svilupparsi” e a esprimere in pieno il loro potenziale in ambito aziendale. Nel linguaggio delle risorse umane si parla di “flow state”.


Quali sono i suoi consigli per gestire al meglio i conflitti in azienda?
E’ fondamentale anticipare e agire, innanzitutto, per evitarli. Resta sottinteso che quando si presentano dei conflitti è consigliabile risolverli subito e in modo adeguato.
Una buona conoscenza della propria squadra e un tipo di ascolto attivo per essere costantemente al corrente di ciò che accade in azienda, sono basilari per prevenirli.
Un altro consiglio importante che do è di non focalizzarsi solo sulle “hard skills” dei collaboratori. Occorre dare valore anche alle loro “soft skills”, ossia alla comunicazione, al comportamento e al processo di adeguamento dei lavoratori in azienda. Oggi solo un perfetto equilibrio tra queste due componenti può garantire un successo lavorativo e personale a lungo termine. Poter accompagnare aziende e persone nell’iter finalizzato al raggiungimento di questo scopo è la missione che mi anima ogni giorno e che mi permette di lavorare con grande passione e piacere.




 

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